Vuelta a España 2025, Antonio Tiberi sui minuti persi nelle ultime tappe: “Negli ultimi giorni è stato un po’ un alternarsi di condizione e sensazioni buone e negative”

"Siamo alla fine di una stagione lunga e ci sta che il fisico inizi a subire un pochino le fatiche - ha aggiunto il 24enne - Adesso aiuterò la squadra e poi, se ce ne sarà l'occasione, magari proverò qualcosa in qualche tappa"

Antonio Tiberi spiega cosa non ha funzionato nelle ultime giornate della Vuelta a España 2025. Dopo aver già perso qualche secondo nel primo arrivo in salita a Limone Piemonte, il portacolori della Bahrain Victorious si era invece ben comportato nel secondo traguardo in quota a Pal, mostrando una buona gamba e dicendosi anche soddisfatto delle sensazioni provate nel finale. Solo 24 ore più tardi, però, il 24enne è andato in grande difficoltà nell’ascesa di Cerler, perdendo più di 12 minuti dagli altri big e dicendo così addio alle ambizioni di classifica come già accaduto anche al Giro d’Italia, in quel caso in seguito a una caduta.

Negli ultimi giorni è stato un po’ un alternarsi di condizione e sensazioni buone e negative – ha spiegato Tiberi ai microfoni di Eurosport alla partenza della nona tappa – Ho passato la tappa di Andorra con l’arrivo in salita dove le sensazioni erano buone, che mi ha dato anche un po’ di sicurezza e morale. Poi invece il giorno dopo, già all’inizio dell’ultima salita, sentivo il fisico completamente vuoto, senza energie, e da lì è cambiata completamente la mia Vuelta. Adesso, siccome abbiamo anche la Maglia Rossa con Torstein (Træen, ndr), aiuterò in primis la squadra per cercare di tenere il più possibile la maglia e poi, se ce ne sarà l’occasione e le sensazioni torneranno a essere buone, magari proverò qualcosa in qualche tappa. Oggi è troppo presto perché ancora ieri le sensazioni non erano al top, però domani c’è il giorno di riposo quindi avrò modo di recuperare un pochino e poi abbiamo ancora due settimane davanti”.

“Purtroppo non è facile da capire per chi è al di fuori del ciclismo professionistico, ma siamo sempre sul filo del rasoio, quindi ogni dettaglio fa la differenza a questo livello – ha proseguito il classe 2001 – Dopo il Polonia, dove sono andato molto bene e le sensazioni erano buone, ho fatto due-tre giorni in ritiro a Sestriere dove non sono stato molto bene e ho avuto anche qualche linea di febbre, quindi questo pensiamo possa essere un po’ uno dei motivi, perché comunque ho perso qualche giorno di allenamento lì. Poi comunque siamo a fine stagione, dopo aver fatto anche un Giro d’Italia, e in una stagione lunga ci sta che il fisico inizi a subire un pochino le fatiche, quindi è anche abbastanza normale“.

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